Luigi Marattin (Pld): “Anche noi al centro chiediamo le primarie”
L’esponente del Partito Liberaldemocratico: “La legge elettorale non consente di correre da soli”

ROMA
Con le nuove regole dettate dallo Stabilicum, i piccoli partiti rischiano l’estinzione se non si alleano prima. Il suo Partito Liberaldemocratico, Luigi Marattin, cercherà un’intesa o correrà da solo?
“Non possiamo correre da soli perché, quadruplicando le firme necessarie, hanno reso impossibile presentarsi per i nuovi partiti. Ma soprattutto perché il nostro obiettivo non è mai stato aumentare la frammentazione con un ennesimo partito, ma contribuire a formare un’offerta politica liberale e riformatrice in grado di dire parole chiare”.
Ritiene che il nuovo sistema elettorale sia un passo avanti o l’ennesima norma pensata per penalizzare il centro e spingere a coalizioni coatte?
“È la legge elettorale più maggioritaria e polarizzante degli ultimi 30 anni. Con la logica del “chi prende un voto in più vince tutto“, fornisce un fortissimo incentivo a formare coalizioni-arlecchino con il solo scopo di prendere un voto in più dell’altra parte”.
Pina Picierno ha lasciato il Pd guardando ai Liberali Europei. Ci sono interlocuzioni per unire le forze con lei?
“Pina è una donna eccezionale, ha organizzato una bellissima conferenza europea sulla libertà a Ventotene quest’estate, ed è stata molto gentile a invitarmi. Sulle cose italiane, l’ultima volta l’ho sentita a luglio chiedendole di vederci, anche con altri esponenti del centro, per fare il punto. Lei mi aveva detto che ci avrebbe invitato a casa per uno spaghetto alle vongole, ma si vede che il granchio blu deve aver saccheggiato tutte le vongole…. da allora non l’ho più sentita”.
Lei ha lasciato Italia viva per dire un “no” netto al campo largo. Esiste oggi un’alternativa al terzo polo autonomo?
“Italia viva da due anni ha scelto il centrosinistra con Conte, Fratoianni e Bonelli, quindi ha scelto di stare fuori da questa partita. Sul resto, noi fin dalla nostra nascita abbiamo detto di essere disposti a costruire un nuovo soggetto politico, che parta dai due partiti attualmente presenti ma che non si esaurisca in essi. Figuriamoci in solo uno dei due. Se intendiamo contrastare la tendenza alla polarizzazione, occorre creare un soggetto che abbia una forte componente di novità e di dinamismo”.
Per evitare “alleanze sulle poltrone”, quali sono i punti programmatici non negoziabili per voi?
“Un programma di riduzione della spesa pubblica dell’un per cento all’anno per cinque anni; una rivoluzione di liberalizzazioni per liberare le energie represse da corporativismo; l’immediato ritorno al nucleare; una riforma della scuola che riformi radicalmente tutto il sistema”.
I personalismi hanno spesso bloccato il centro: lei sarebbe favorevole alle primarie?
“Lo abbiamo sempre proposto. Se si faranno, ho anche annunciato che non mi candiderò. Ne ho frequentati troppi di leader che hanno messo il proprio ego davanti al progetto, e si è visto i danni permanenti che hanno provocato”.
Ultimo aggiornamento: Sabato 10 ottobre 2026, 09:26







