Opposizione al veleno, Schlein e Conte contro il governo (ma non si applaudono): proteste al grido di “legge truffa”
Approvato lo Stabilicum, il leader M5s sventola la foto di Scarpinato con Falcone. La segretaria del Pd: Il Paese ha altre urgenze”

Roma – Location istituzionale, diretta tv: la discussione sulla legge elettorale diventa il pretesto per alzare la voce. Ma la baraonda contro la maggioranza appare una cortina fumogena: la partita vera, e più velenosa, nel centrosinistra si gioca sottotraccia. È un duello logorante, con Elly Schlein e Giuseppe Conte a fronteggiarsi per la leadership del campo largo. Stessi argomenti, stessa retorica e gli stessi acciacchi di stagione. Più che un dibattito politico, sembra una pagina del Duello di Conrad: sguardi gelidi, applausi negati e la gara a chi urla più forte la propria indignazione, mentre le rispettive tifoserie applaudono soltanto il proprio “campione”.

Il leader del M5S dà spettacolo: “Manca solo una precisazione ulteriore per garantirvi il futuro controllo del Parlamento: indicare che il premio di maggioranza va a una premier con gli occhi chiari”, affonda nei pochi minuti dedicati allo Stabilicum. Accusa il governo di ignorare la realtà del Paese per occuparsi delle poltrone (“vi state cucendo addosso un vestito”), snocciola dati: il carrello della spesa aumentato del 30%, la pressione fiscale record, i costi energetici a +22% e 6 milioni di italiani costretti a rinunciare alle cure. Per poi tirare fuori la foto di Scarpinato con Falcone e Borsellino: “Sappiamo da che parte stare”. Un invito a nozze per Donzelli: “Anche nei dipinti dell’Ultima Cena Giuda è accanto a Gesù”.
Tant’è: tra i banchi pentastellati esplode l’ovazione; per seguire il suo leader, la deputata Valentina Barzotti è arrivata in Aula con la figlia di pochi mesi, Angelica. Mentre i dem restano immobili o quasi. La stessa Schlein non batte ciglio, concedendo solo un timido applauso finale. Pure lei è netta: “Ci tenete inchiodati da mesi a parlare solo di legge elettorale, mentre il Paese ha urgenze più gravi”.

Per quale ragione i due temi debbano escludersi è un mistero. S’infiamma: “È un antipasto di premierato introdotto con legge ordinaria”. Quindi, fa una requisitoria a tutto campo: dal Ponte sullo Stretto ai centri in Albania ai tagli a scuola e sanità, fino al servilismo verso Trump e Netanyahu. Esalta la compattezza dell’opposizione, contro le divisioni del centrodestra e chiude in bellezza: “Sarà grazie alla nostra unità progressista che vinceremo, con qualsiasi legge elettorale”.
Ci tenete inchiodati da mesi a parlare solo di legge elettorale, mentre il Paese ha urgenze più gravi – Elly Schlein
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Unità, a onor del vero, tutt’altro che solida. Conte, appoggiato alla balaustra vicino all’uscita, consulta il cellulare e, quando alza lo sguardo verso di lei, sembra prendere le misure alla nemica da battere. Ovviamente, le mani dei Cinquestelle restano ben piantate sui banchi. Gli unici ad applaudire tutti sono i deputati di AvS. C’è un pensiero che mette d’accordo tutti: il rischio di una “deriva illiberale”.
Apre Riccardo Magi, invitando la maggioranza a “disobbedire alla premier in nome della democrazia”. Rilancia Matteo Richetti (Azione), che evoca il “bivacco di manipoli” all’indirizzo di Ziello, incassando la stretta di mano di un commosso Grimaldi. Conte non si sottrae: “Avete il pallino della capocrazia, c’è una sottile nostalgia del Ventennio”.
Schlein evita accenni al Duce, ma rivendica che l’opposizione ha preso più consensi del centrodestra “in tutte le ultime tornate elettorali”. Salvo poi accusare la maggioranza di truccare le carte con una legge in cui “prevale chi arriva primo”.
Capito il cortocircuito, recupera chiamando in causa gli equilibri istituzionali: un premio sproporzionato che rischia di far eleggere il capo dello Stato in solitaria. Non basta il colpo di teatro finale — con l’Aula sommersa da cartelli (“Legge truffa”, “Con Meloni: - sanità, + armi”, “Con Meloni salari al palo”) — per nascondere la realtà. Il campo largo è una coalizione di facciata: rinviare la resa dei conti alle primarie può rivelarsi un errore fatale.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 8 ottobre 2026, 22:29








