Roglic e i dubbi sul futuro: “Devo decidere il da farsi”
Lo sloveno, in scadenza con la Red Bull-Bora-Hansgrohe, non scioglie le riserve: l'ipotesi clamorosa del ritiro a fine stagione, preannunciata al Giro di Lombardia 2026, esiste ancora

Roma, 12 ottobre 2026 - Presi dalla performance clamorosa (e da record) del vincitore Paul Seixas, forse si è parlato troppo poco delle parole pronunciate da Primoz Roglic a margine del Giro di Lombardia 2026: parole che, assodata l'imminente fine del contratto con la Red Bull-Bora-Hansgrohe senza alcuna possibilità di rinnovo (come annunciato da entrambe le parti già in piena estate), ne mettono in dubbio addirittura il prosieguo della carriera.
I dubbi di Roglic (e il caso opposto di Teuns)
Per qualcuno la lista di squadre in teoria interessate allo sloveno e il fresco titolo di campione europeo a cronometro vinto tra l'altro in casa sarebbero bastati a dirimere i dubbi, ma così non è. I microfoni di Siol hanno infatti raccolto un altro sfogo di Roglic, che a quanto pare è ancora nel pensatoio per quanto riguarda il da farsi nella prossima stagione. "Non ci sono grandi novità rispetto a qualche giorno fa. Non ho ancora deciso. Alla fine della stagione sono successe cose molto significative. Devo riflettere su come inserire tutto questo in un quadro più generale. Ho tante cose che mi passano per la testa, e il problema sono io. Devo decidere se firmare o mettere un punto. A volte sono più orientato verso una direzione, a volte verso l'altra". Poi c'è il caso opposto di chi la sua decisione la avrebbe già presa, scontrandosi però con l'assenza di offerte: è il caso di Dylan Teuns, che ai microfoni di Sporza lancia quasi un appello pur di continuare la sua carriera, impreziosita dalla vittoria della Freccia Vallone 2022 e da 2 tappe al Tour de France. "Sarebbe un peccato dover smettere. Penso di aver ritrovato un buon livello negli ultimi mesi. Comunque ho detto chiaramente che il mio obiettivo ora è di aiutare i giovani, non fare il capitano. Vedremo se arriverà qualche opportunità. La situazione - continua l'attuale corridore della Cofidis (fresca di annuncio di ritorno al Giro d'Italia 2027 dopo la rinuncia di quest'anno) - mi provoca un po' di stress, ma sto cercando anche di godermi il più possibile questo periodo. C'è una trattativa in corsa, ma mi do tempo fino alla fine di ottobre. Per me 34 anni non è l'età giusta per smettere, ma se mi costringono non potrò fare altrimenti".
Gli altri trasferimenti di ciclomercato
Poi c'è chi come Alessandro Fancellu l'anno prossimo vivrà il salto nel World Tour, per la precisione dalla MBH Bank CSB Telecom Fort al Team Jayco AlUla, che si assicura le prestazioni anche di Sam Welsford, in uscita dalla Netcompany Ineos così come Magnus Sheffield (che va alla Uno-X Mobility): proprio la Netcompany Ineos ingaggia invece Harold Tejada e Markel Beloki, in uscita rispettivamente dalla XDS Astana Team e dalla EF Education-EasyPost, mentre Mattéo Vercher passa invece dal Team TotalEnergies alla Burgos Burpellet BH.
Leggi anche - Ciccone alla Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team: "Sarà bello correre con Pidcock"
Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 ottobre 2026, 20:29
