Patente, ecco gli errori fatali all’esame. Perché i ragazzi italiani non la prendono più
L’analisi di Marco Gordini, ingegnere e funzionario del Mit, responsabile del monitoraggio e coordinamento patenti in Sardegna. “Il modello migliore di sicurezza stradale? In Germania, vi spiego i punti di forza di quel modello”. Perché in Giappone la patente è in tre colori diversi

Roma, 12 settembre 2026 – Sulla patente a 17 anni prevista dal nuovo codice della strada è in corso un confronto tra il ministero dei Trasporti e le autoscuole.
La proposta del Mit punta ad accelerare, leggendo nella direttiva europea patenti 2205 dell’anno scorso la possibilità per gli Stati membri di anticipare il conseguimento di quel traguardo, con la facoltà di guidare da soli. Un modo anche per dare anche un segnale rispetto alla cronica carenza di autisti e camionisti, problema mondiale e italiano.
Le autoscuole, invece, sottolineano la necessità di mantenere la presenza di un tutor adulto fino al raggiungimento della maggiore età per ragioni di sicurezza, e sostengono che il testo europeo vada nella stessa direzione.

Patente a 17 anni, di cosa si sta discutendo
In questo secondo caso, osserva Marco Gordini, ingegnere e funzionario del Mit, capo reparto patenti a Oristano e responsabile del monitoraggio e coordinamento delle patenti in Sardegna, non cambierebbe nulla in sostanza rispetto a quello che già è previsto oggi (l’istituto della guida accompagnata).
Sottolinea il tecnico: “La direttiva dà la traccia, come sempre. Prevede entrambe le cose, la guida accompagnata e la facoltà di anticipare la patente”.
Quali sono gli Stati che hanno anticipato l’età della patente
Gordini ricorda che in alcuni Paesi “la guida accompagnata è stata anticipata a 16 anni e la patente a 17. La Francia alla fine è l’unico Stato ad essere partito davvero, si può considerare pioniera. Poi c’è la Polonia. Il Belgio ci sta lavorando ma non ha dato ancora attuazione alle nuove regole”.
La facoltà agli Stati membri di scegliere vale anche per altro, ricorda l’ingegnere. “Ad esempio per le patenti B, nella fascia d’età fino ai 50 anni, si poteva scegliere tra una validità di 10 o 15 anni, l’Italia ha optato per la prima possibilità mentre Spagna, Germania, Francia, hanno preferito la soglia più lunga. Altro esempio: la guida dei veicoli di categoria A1 compresa nella patente B, che noi abbiamo consentito, altri Stati no”.

Sicurezza stradale, il modello tedesco
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Ma qual è il sistema più avanzato in Europa sulla sicurezza stradale? Risponde il tecnico: “Non esiste un Paese migliore in assoluto, quello che si avvicina di più è la Germania. Poi Norvegia, Svezia e Finlandia sono abbastanza avanzati”.
Ma perché quello tedesco è un modello vincente? Quali sono i punti forti? “Educazione e sanzioni – riassume Gordini -. Sono molto più severi di noi sulle infrazioni. Ad esempio: per la guida in stato di ebbrezza per qualunque tipo di veicolo c’è un processo e revocano molto più facilmente di noi la patente. In poche parole, in quel Paese le pene si applicano davvero”.
E quale potrebbe essere invece l’innovazione capace di migliorare la situazione in Italia? “Dovrebbe esserci più conoscenza e competenza – è l’analisi del funzionario Mit -. Perché oggi un 18enne non conosce a fondo strada, veicolo e se stesso. Quindi bisognerebbe organizzare corsi di guida sicura, per seguire l’esempio di Norvegia e Svezia, mostrare immagini di sinistri stradali, foto un po’ forti su quel che può accadere in caso di incidente. Anche in Giappone fanno la stessa cosa. E hanno le patenti di tre colori diversi: quella oro per il conducente modello che non ha mai avuto alcun tipo di provvedimento; celeste e verde per chi ha commesso infrazioni. Una soluzione molto semplice che fa capire subito con chi hai a che fare. Buoni e cattivi. Chi si comporta bene è giusto venga premiato”.

Perché i ragazzi italiani non prendono più la patente
Nel frattempo in Italia le statistiche ci dicono chiaramente che i ragazzi sono in fuga dalla patente. Come mai? “Perché è cambiato il modo di muoversi, dai monopattini alle bici elettriche o a pedalata assistita. La patente non è più vista come un traguardo di libertà e di indipendenza ma come qualcosa di non necessario, di accessorio. Diminuiscono in tutte le categorie, anche per quelle professionali ci sono sempre meno candidati, questo fa riflettere. Guardando alla cronica carenza di camionisti, sempre più governi assumono autisti dall’estero per formarli qui”.
La patente nel mondo
Ma la patente vale come documento anche nel resto del mondo? “Nella stragrande maggioranza dei Paesi sì, è stato molto copiato il modello europeo. In Brasile è diverso, lì si sta adottando un documento unico che tiene insieme carta d’identità, patente e gruppo sanguigno, ma è cartaceo”. In Italia dal dicembre 2024 è operativa la patente digitale, “quindi si può scaricare l’applicazione e si può guidare”.
Gli errori più comuni all’esame della patente
Per l’ingegnere del Mit sono soprattutto due gli errori che i candidati ripetono più spesso all’esame per la patente. “La mancata precedenza nella guida, sempre per distrazione. Poi incroci e domande di revisione nei test scritti”.
Ultimo aggiornamento: Sabato 12 settembre 2026, 22:51








