Colpire Yandex per paralizzare la Russia: perché il google degli oligarchi amici di Putin è nel mirino dell’Ucraina (con tre attacchi di droni in quattro giorni)
I droni ucraini hanno colpito il nuovo data center a Vladimir, nella Russia centrale: crollo del traffico internet, web in tilt a Mosca

Hai bisogno di un taxi? Usi Yandex. Serve un delivery? Usi Yandex. Devi organizzare una videocall con la tua azienda? La fai su Yandex. Ti viene in mente un prompt con la richiesta più assurda da fare all’AI? La fai a Yandex. Hai bisogno di trovare un medico dove fare un ritocchino per rimanere in linea con i sacri tratti della bellezza nazionale russa? Te lo trova Yandex.
Senza Yandex, in Russia non si va nemmeno al bagno. E non è certo un’esagerazione, se si pensa che grazie alla piattaforma si ordina a domicilio anche la carta igienica.
Nato nel 1997 come semplice motore di ricerca, oggi Yandex è una società privata russa, oggi gestita da un consorzio di investitori nazionali, tra cui gruppi legati agli oligarchi Vladimir Potanin e Vagit Alekperov. Pur non essendo controllata direttamente dallo Stato, mantiene stretti rapporti con il Cremlino, che dispone di strumenti di influenza sulle decisioni strategiche. Ed è considerata uno dei pilastri della sovranità digitale russa.

Non sorprende dunque che i suoi data center siano obiettivi ambiti dai droni ucraini che, dopo aver preso di mira raffinerie, depositi di carburante e infrastrutture energetiche, adesso hanno pensato bene di colpire una piattaforma che per i russi è a dire poco indispensabile nella vita quotidiana.
Si può solo immaginare lo sgomento di migliaia di persone quando, in una placida domenica di ottobre, la società ha reso nota la sospensione temporanea (ma completa) delle attività. Niente taxi, niente call, niente delivery, niente AI e niente appuntamento per il botox.
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Nonostante non si siano feriti, il disagio è palpabile. L’ultimo è il terzo attacco contro le infrastrutture di Yandex in appena quattro giorni. L'8 ottobre i droni avevano colpito il centro di elaborazione dati di Sasovo, nella regione di Rjazan, provocando un incendio e la sospensione delle attività. Il giorno successivo era stata la volta di un impianto nella regione di Kaluga, dove diversi moduli sono stati messi fuori servizio. Secondo Reuters, la struttura di Sasovo ospita anche due dei tre supercomputer utilizzati dall'azienda per sviluppare i propri modelli di intelligenza artificiale. Ora è stata la volta di Vladimir, più potente di Sasovo e per giunta nuovo di zecca.

Va inoltre considerato che il peso di Yandex è cresciuto ulteriormente con il progressivo isolamento tecnologico della Russia seguito all'invasione dell'Ucraina e all'uscita dal mercato di numerose aziende occidentali.
Con la creazione del cosiddetto ‘internet’ russo, gli smartphone nazionali hanno iniziato a installare automaticamente solo app di società autoctone, dove il logo giallonero di Yandex è diventato praticamente onnipresente. Se colpisci Yandex, dunque, colpisci la Russia e il danno non si misura soltanto nel costo delle strutture colpite.
La paralisi anche temporanea dei suoi sistemi può ripercuotersi su trasporti, commercio, comunicazioni e attività delle imprese. Per Mosca, che ha investito nella costruzione di un ecosistema tecnologico sempre meno dipendente dall'Occidente, la vulnerabilità dei grandi centri di elaborazione dati rappresenta un problema economico e strategico. E dimostra come la guerra stia progressivamente investendo anche le infrastrutture materiali sulle quali si regge la sovranità digitale del Paese.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 ottobre 2026, 09:38









