La Ue batte i pugni sul tavolo contro Mosca. Pronto il pacchetto di sanzioni più pesante di sempre
Nel mirino 1.646 fra singoli individui e società. L’analisi di Simoni (Iai): “Fortissimo segno di coesione della Ue. In questo momento è fondamentale”

Roma, 12 ottobre 2026 – Di fronte al voltafaccia di Donald Trump, l’Europa aumenta la pressione contro la Russia. Oggi – ha confermato l’alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas – “i ministri degli Esteri dell’Ue (riuniti in Lussemburgo) intendono approvare il più ampio pacchetto di inserimenti nelle liste delle sanzioni contro la macchina bellica russa dall’inizio della guerra”.
Le sanzioni più pesanti di sempre
Finalizzata mercoledì scorso a Bruxelles dagli ambasciatori dei 27, l’intesa prevede 1.646 nuove designazioni all’interno del regime di sanzioni del blocco contro Mosca, la maggior parte incentrata sul complesso industriale militare del Paese. Nella nuova lista 743 persone fisiche e 826 entità accusate di sostenere l’invasione dell’Ucraina, oltre a 77 parlamentari che si sono candidati per conto della Russia nei territori occupati dell’Ucraina alle elezioni per la Duma di Stato dello scorso settembre. Elezioni farsa, in violazione del diritto internazionale, in cui i cittadini ucraini sono stati costretti a votare sotto lo sguardo di soldati armati.
La decisione
Dopo il controverso compromesso raggiunto a fine settembre – con la rimozione dall’elenco, per ragioni di “altissimo interesse nazionale”, dei due oligarchi amici di Putin, Alisher Usmanov e Mikhail Fridman, sotto le pressioni di Slovacchia, Francia e del Lussemburgo, a fronte della proroga di tutte le sanzioni individuali fino al 22 settembre 2029 (invece dei soliti 6 mesi) per 2.998 soggetti – l’Ue torna a ricompattarsi.
L’analisi
“L’approvazione di questo 22esimo pacchetto di sanzioni – commenta Marco Simoni, direttore dello Iai e professor of Practice in European Political Economy presso l’università Luiss Guido Carli – darà un fortissimo segnale di unità europea. Oltre 1.600 persone e società tutte insieme, con la lista che cresce di oltre la metà, sono un pugno sul tavolo molto significativo. In questo momento è fondamentale che l’Ue riaffermi la propria unità di intenti nel proteggere, nel difendere non solo i principi di democrazia e di rispetto della legge, ma i diritti umani di base che vengono violati ogni giorno in Ucraina”.
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Per Simoni, tuttavia, l’esclusione dalla lista nera di Usmanov e Fridman, non ha rappresentato un segnale di debolezza o una crepa nella postura europea nei confronti di Mosca. “Una micro flessibilità del genere – spiega – è stata una dimostrazione di forza che si riafferma dopo poco più di due settimane con una lunghissima lista aggiuntiva. La rigidità appartiene alle autocrazie, sistemi in realtà fragili”.
I missili nel mirino
Nel nuovo elenco oltre la metà dei nomi sono legati alla filiera di produzione dei missili balistici russi, incluso il modello 9M723 Iskander-M che può essere intercettato solo dai sistemi di difesa aerea statunitensi Patriot, la cui carenza rappresenta una delle principali vulnerabilità di Kiev. Secondo quanto si apprende la lista include una serie di società coinvolte nei test e nella ricerca sui missili e nella produzione di combustibili solidi e motori a razzo per il sistema russo Iskander. Nel mirino dell’Ue anche produttori di tessuti in fibre sintetiche e di carbonio utilizzati in diversi sistemi missilistici, produttori di droni e cantieri navali che effettuano la manutenzione dei sottomarini.
Le sanzioni di luglio
Con numeri decisamente diversi, anche il 21esimo pacchetto approvato a luglio puntava a indebolire ulteriormente l’economia e la macchina bellica russe. Tra le entità colpite oltre 100 banche e operatori di cripto-attività, più di 40 navi della flotta ombra russa, diverse raffinerie di petrolio in Russia e Bielorussia, e 50 società del complesso militare-industriale che svolgono un ruolo essenziale nella produzione dei droni a lungo raggio di Mosca.
Se l’impatto delle sanzioni europee è reale, l’inserimento nel nuovo pacchetto di sette entità e individui nordcoreani legati allo sforzo bellico russo assume, invece, – come sottolinea Simoni – un significato prettamente “simbolico e politico”.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 ottobre 2026, 10:29








