Sud chiama Nord. "Con il centrodestra diamo voce ai territori"
La presidente Castelli: "A sinistra non c’era interesse"

Roma, 12 ottobre 2026 – Sud chiama Nord smuove gli equilibri locali e nazionali con una mossa strategica che punta a "individuare uno spazio politico in cui portare avanti le battaglie per i territori", come chiarisce Laura Castelli, presidente del movimento. Una “collaborazione“ con Fratelli d’Italia, quella comunicata nei giorni scorsi, che apre un nuovo capitolo nei rapporti tra il movimento guidato da Cateno De Luca e il centrodestra nazionale. In sintesi: un accordo grazie al quale Sud chiama Nord si rafforza alla Camera dei deputati grazie ad alcuni “prestiti“ di parlamentari concessi proprio da FdI. Avvicinamento che guarda alle elezioni politiche del 2027, ma che "non anticipa le scelte per la Sicilia", ribadisce.
Castelli, cosa c’è dietro l’accordo con Fratelli d’Italia e come cambiano ora i rapporti con il centrodestra?
"In un panorama nel quale la legge elettorale impone di ragionare su quale parte scegliere per le elezioni nazionali, in questi anni abbiamo avviato un percorso di collaborazione con i presidenti di Regione che si presentavano alle elezioni regionali, per portare al centro i nostri temi. Questo è il fulcro. Vogliamo continuare a portare al centro del dibattito un tema che manca moltissimo: quello dei territori, dell’autonomia locale e di come rafforzare gli enti per aumentare i servizi ai cittadini. Essendo noi una forza fortemente post-ideologica e concentrata sugli obiettivi delle comunità, abbiamo ritenuto necessario incamminarci verso la scelta di una coalizione. Crediamo che il centrodestra sia aperto a questo dialogo e alla nostra cultura dei territori".
E il centrosinistra? C’è stato un dialogo anche con loro?
"In Sicilia nelle ultime tornate amministrative ci siamo presentati in alcuni Comuni con il centrosinistra. Per noi conta che cosa proponi e quale direzione dai ai tuoi interventi. Devo dire che questo campo largo, che ancora francamente non vedo, ha molti più problemi sui nomi che sulla discussione dei contenuti. Non mi sembra ci sia, in quello spazio politico, interesse per una forza che da diverso tempo è accreditata dell’1,5% nei sondaggi, ma puntiamo al 3%".
L’intesa nazionale avrà conseguenze anche in vista delle prossime elezioni regionali in Sicilia?
"Abbiamo concordato con il centrodestra e con Fratelli d’Italia che, quando si parlerà di Sicilia, si parlerà di Sicilia".
C’è chi interpreta questa operazione come una mossa anti-Vannacci. È così?
"Vince chi si occupa delle cose che interessano alla gente, tutto il resto sono numeri. Siamo convinti di poter aggiungere un valore importante alla coalizione, per aiutare i cittadini a credere ancora un po’ nella politica".
Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 ottobre 2026, 08:30








