“La carne rossa aumenta il rischio di diabete”. Lo studio sullo zucchero ‘nascosto’ nella bistecca (e non solo)
Una ricerca presentata al Meeting EASD accende i riflettori sul ruolo del Neu5Gc, uno zucchero presente nei piatti di manzo e agnello, nel favorire la comparsa della più diffusa malattia del metabolismo

Non solo dolci e bibite gassate: per prevenire il diabete di tipo 2 bisogna fare attenzione anche alla quantità di carne rossa consumata abitualmente. A suggerirlo è uno studio, presentato al recente EASD Annual Meeting 2026 di Milano (il convegno dell’European Association for the Study of Diabetes), che ha appunto individuato una possibile associazione tra il rischio di sviluppare la malattia e l’assunzione alimentare di una particolare molecola zuccherina, l’acido N-glicolilneuraminico, noto come Neu5Gc e presente soprattutto nella carne rossa.
Più sale il consumo di carne, più alto è il rischio
La ricerca ha analizzato i dati di 89.953 adulti coinvolti nello studio NutriNet-Santé con l’obiettivo di esaminare i rapporti tra alimentazione, stile di vita e salute nella popolazione francese. I partecipanti avevano in media 42 anni e il 79% era costituito da donne. Al momento dell'ingresso nello studio nessuno aveva il diabete di tipo 2 o un tumore.
L’analisi ha evidenziato un'associazione statisticamente significativa tra una maggiore assunzione di Neu5Gc e il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. In particolare, nel gruppo con l'assunzione più elevata il rischio relativo era del 63% superiore rispetto a quello osservato nel gruppo con l'assunzione più bassa. Anche il secondo gruppo con il consumo più alto mostrava un rischio superiore, pari al 41%.
L'associazione è stata osservata sia negli uomini sia nelle donne, anche se lo studio non era stato progettato per stabilire eventuali differenze di rischio tra i due sessi. Inoltre, il risultato è rimasto statisticamente significativo anche dopo che i ricercatori hanno tenuto conto di diversi fattori, tra cui età, sesso, attività fisica, alimentazione complessiva, fumo e condizioni di salute preesistenti.
Cos’è il Neu5Gc: perché può essere coinvolto
Leggi anche
Il Neu5Gc è uno zucchero prodotto naturalmente dalla maggior parte dei mammiferi ed è di conseguenza presente in diversi alimenti che finiscono sulle nostre tavole. Le concentrazioni maggiori si trovano nella carne rossa, soprattutto manzo e agnello, ma si registrano quantità minori anche in alcuni prodotti lattiero-caseari.
Secondo una delle ipotesi avanzate dai ricercatori, il Neu5Gc potrebbe contribuire al rischio di diabete attraverso un meccanismo infiammatorio. Poiché questa molecola è estranea all'organismo umano, il sistema immunitario può considerarla “un nemico” e produrre anticorpi contro di essa con il rischio di causare una forma di infiammazione detta xenosialite. Un regolare e abbondante consumo di carne rossa potrebbe quindi favorire un'attivazione immunitaria persistente e dal momento che l'infiammazione cronica è già considerata coinvolta nell'insulino-resistenza e nello sviluppo del diabete di tipo 2, gli studiosi ipotizzano che questo processo possa appunto spiegare il rapporto osservato tra Neu5Gc e la più diffusa malattia del metabolismo.
Meglio limitare le bistecche (e non solo)
Se il Neu5Gc è il principale indiziato, i ricercatori sottolineano però che la carne rossa contiene numerose altre sostanze che potrebbero influenzare il rischio di diabete, tra cui il ferro eme e altri nutrienti. In altre parole, il Neu5Gc potrebbe spiegare una parte del rapporto tra consumo di carne rossa e diabete, ma potrebbero essere coinvolti anche altri componenti alimentari. Inoltre, nel lavoro viene sottolineato che non è stata trovata un'associazione significativa tra il Neu5Gc proveniente dai prodotti lattiero-caseari e il diabete di tipo 2.
In attesa di ulteriori approfondimenti, alla luce dei risultati la raccomandazione dei diabetologi rimane in ogni caso quella di limitare il consumo di carne rossa nell'ambito di un'alimentazione orientata alla prevenzione del diabete di tipo 2.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 7 ottobre 2026, 15:20



